Pedagogia unità 2 Sammah

Unità due

 - UMANESIMO





Con l'arrivo dell'Umanesimo (XIV sec.), nascono nuove questioni:
  • l'essere umano viene centralizzato;
  • si esalta la vita attiva;
  • vengono riscoperti i classici;
  • il sapere empirico viene esaltato.

Agli umanisti si può far risalire l'approccio negativo nei confronti del medioevo  furono proprio loro a diffondere un atteggiamento di critica aspra della cultura medievale e l'esigenza correlativa di un pensiero nuovo e di una nuova concezione del mondo e della vita.

Secondo alcuni umanisti l'uomo è un essere che si colloca tra la natura e lo spirito. 

nella storiografia letteraria alcuni fanno risalire a Dante Alighieri l'avvio di movimenti umanistici e rinascimentali; e anche a Francesco Petrarca considerato dalla maggior parte degli studiosi iniziatore della nuova corrente umanistica. 

Il primo movimento culturale della modernità sostenne le ragioni di un ritorno al passato idealizzato dell'età classica.

I primi umanisti furono personalità religiose, formatesi a contatto con lo studio dei più autorevoli scrittori cristiani dell'epoca patristica, infatti la patristica diventò un'alternativa al corso assunto del pensiero medievale nelle grandi sedi universitarie della scolastica.




La filologia 
↳ = disciplina che studia i documenti linguistico-letterali di una civiltà e li ricolloca.
Proprio lo studio filologico connota la ripresa dell'insegnamento delle lingue classiche, individuandolo come uno degli assi portanti dell'istruzione in età moderna. Questa corrente di pensiero mirava a riscoprire la vita interiore e la semplicità del discorso evangelico come fonti autentiche del Cristianesimo. In questo periodo si convinsero che le città non potessero più accontentarsi di un sistema scolastico medievale, della cultura monastica e di quella delle grandi sede universitarie. 
Poi con l'umanesimo vi furono risposte più consone alle nuove sensibilità. Esso sottolineò la necessità di un insegnamento delle discipline letterarie su basi profondamente rinnovate. 


La scuola come centro di cultura letteraria e di vita civile

L'Umanesimo considera l'insieme degli insegnamenti impartiti da secoli nelle scuole tradizionali e persegui il proposito di una scuola e di un'istruzione prevalentemente letteraria attraverso un metodo adeguato è in vista delle finalità della vita civile. 
Si trattava della ripresa di contenuti culturali e pratiche pedagogiche le cui radici erano individuabili in autori come Platone, Cicerone, Agostino e Quintiliano. 
L'educazione dell'oratore descritta da Quintiliano divenne presto modello per i membri delle classi superiori. 

Un motivo di debolezza dell'Umanesimo pedagogico fu il suo elitarismo (atteggiamento che mira la difesa degli interessi di un Elite, ovvero un gruppo ristretto). La serietà degli studi e la possibilità di raggiungere livelli di eccellenza sconosciuti impressionò moltissimo i contemporanei e orientò in modo decisivo la riflessione sull'educazione anche dei secoli successivi. 

Gli intellettuali assunsero il carattere di maestri che la classicità aveva attribuito ai grandi filosofi. La storia delle istituzioni scolastiche e formative tra il medioevo e la modernità può essere letta come il passaggio da un sistema costituito dalle grandi università ha un sistema fondato sull'organizzazione di moderni collegi di carattere residenziali. 

La trasformazione dell'università
Il sistema universitario fu profondamente trasformato, la moltiplicazione delle sedi universitarie Trecento e Cinquecento sta a indicare la crisi dell'egemonia (una cosa imposta) delle pochissime università più antiche e prestigiose, non più in grado di corrispondere ai particolarismi che caratterizzavano la vita civile e politica della prima modernità. Gli umanisti consideravano l'importanza degli studi come propedeutica all'impegno attivo dei giovani nella loro città, questo impegno era tuttavia privo di una serie intenzione di riformismo sociale. 
Gli intellettuali umanisti furono attenti al problema dell' organizzazione degli studi, rispetto alla quale riuscirono a formulare le proposte e più efficaci. La scuola umanistica è un luogo in cui si vive 24 ore su 24 e il maestro accanto alla trasmissione del sapere può promuove lo sviluppo morale dei giovani allievi. 
Gli umanisti riconoscevano ai giovani il diritto di esprimere la propria creatività nella consapevolezza della sua funzionalità anche alle esigenze dell'apprendimento. 
Il valore educativo accordato ai giochi appare come una delle più grandi intuizioni della modernità pedagogica degli umanisti. 

Le origini del movimento umanistico sono da rintracciare in Italia. 

San Bernardino da Siena influenzò profondamente i costumi diffusi, proponendo una visione dell'educazione mite è benevola, in sintonia con la visione della realtà cristiana e francescana che animava i suoi sermoni. A lui si deve una descrizione del rapporto tra genitori e figli molto meno severa e arcigna dei costumi del suo tempo, capace di influenzare positivamente la visione del rapporto educativo che gli umanisti avrebbero specificamente messa a punto. Lo studio, inoltre, doveva servire alla vita e andava considerato come un'occasione utile per migliorare la vita pratica spirituale. Bernardino insisteva sulla buona volontà e l'autodisciplina, anticipando temi che sarebbero ritornati per oltre un secolo negli scritti degli umanisti intorno all'educazione. 

Papa Pietro Paolo vergerio fu l'autore del primo vero e proprio trattato di indole pedagogico. la cultura e ciò che rende l'uomo autenticamente libero e va perseguita in modo disinteressato; quindi non si deve subordinare a nessun altro fine che alla cultura stessa, della quale fanno parte non solo le discipline letterarie, ma anche qielle scientifiche.


Maffeo Vegio, autore del trattato pedagogico l'educazione dei figli e loro buoni costumi, propose di recuperare l'esempio di equilibrio incarnato dalla madre di Agostino dotata di un raro talento pedagogico che le permise di raggiungere i suoi fini educativi attraverso la sapienza dell'attesa. 
Dalle più significative opere artistiche emergono questi punti caratteristici: 
- l'idea che l'educazione è legata soprattutto all'azione che fa crescere interiormente il giovane - lo sviluppo personale auspicato è segnato dall'armonia proporzionata tra intelligenza ed esercizio fisico 
- educare significa saper attendere e usare con moderazione l'autorità 
- le discipline più educative sono quelle che introducono alla lettura e alla riflessione 
- il contesto al quale gli autori si rifanno è generalmente quello dei ceti colpi e aristocratici. 

Le scuole-convitto 

Il modello fu ideato da prima in Italia, grazie all'opera di alcuni maestri che si dedicarono personalmente alla cura ed educazione di fanciulli loro affidati da famiglie in vista in virtù delle loro precoci doti di ingegno.


Gasparino Barzizza inaugurò per primo questo genere di esperienze, promuovendo un convitto privato fortemente improntato alla sua personalità. 
Guarino Veronese, poi, si fece promotore a Verona di una scuola che riprendeva esplicitamente l'esperienza compiuta da Barzizza. 

La scuola di Vittorino da Feltre
 

Tra i fondatori dei convitti rinascimentali c'è Vittorino da Feltre; la sua scuola divenne famosa per la personalità ricca di saggezza e di umanità del suo animatore, pronto ad accogliere solamente i meritevoli, quasi passando sopra il distinzioni di Ceto sociali. La sua scuola fu una delle poche che cercò di ampliare la cerchia di coloro che, anche se non benestanti, potevano accedere all'istruzione superiore. La casa di Vittorino, chiamata anche Zioiosa (ossia giocosa) si distingueva soprattutto per la sua atmosfera, seguendo un percorso di studi che recuperava il trivio è il quadrivio medievale, ma con il gusto della bellezza dell' espressione della cultura, del corpo e dello spirito, secondo i dettami più autentici della tradizione italiana rinascimentale. Il carattere giocoso della scuola di Vittorino è rivelato da quegli elementi essenziali che i contemporanei avevano colto subito nell'opera di Vittorino stesso. Lui assenza anche maestri chiedessero lezione di canto e di lira a quelli che risultavano più dotati, lo studio era perciò connotato dalla varietà di argomenti e discipline insegnate. Vittorino ha rappresentato nella storia grafia pedagogica il culmine dell'ideale educativo e ha realizzato con la massima efficacia pratica una pedagogia che esprimeva completamente l'ideale umanistico io a lungo andare una sostanziale involuzione. 

Erasmo da Rotterdam



Erasmo da Rotterdam, un teologo, filosofo e saggista olandese; scrisse un saggio intitolato "Elogio alla follia" nel quale espone il suo ideale morale e culturale, improntando a una sobrietà e semplicità spirituale che voleva essere la base di un rinnovamento della stessa fede religiosa. Erasmo fu sostenitore dell'ideale umanistico, sostenendo lo studio dei classici, la mitezza del rapporto tra maestro e allievi e l'importanza dei fattori psicologici nella formazione della personalità. Inoltre secondo lui un esperto precettore è utile per rendere l'apprendimento giocoso, graduale e confacente (che si adatta) alle naturali inclinazioni dell'allievo. 

Juan Luis Vives 



Juan Luis Vives fu un sostenitore dell'educazione popolare, per la quale ipotizzò una prevalente connotazione tecnica, rivalutando una gamma di saperi che era stata trascurata. Vives considera l'educazione delle donne come possibile e socialmente auspicabile. L'educatore spagnolo elaborò anche una sorta di corriculum scolastico, e la sua pedagogia presta attenzione alla vita mentale degli allievi, all'età evolutiva e ai loro bisogni nello studio.

Un educazione non solo al maschile

Nel periodo umanistico ci fu un nuovo atteggiamento verso l'educazione femminile: erano presenti diverse monache colte, e casi in cui i bambini e ragazze frequentavano scuole laiche. In Francia appaiono le prime donne titolari di scuole, mentre in Inghilterra le scuole sono aperte a entrambi i sessi.
Molti studiosi furono d'accordo con il nuovo approccio, come:

Leonardo Bruni, che propone per le donne lo studio dei classici;
Vittorino Da Feltre, ammette nelle sue scuole ragazze con altissimo lignaggio;
Baldassarre Castiglione dichiara la parità tra maschi e femmine quanto a capacità intellettuali.

Al modello della donna religiosa, poi, si sostituisce quello della donna aristocratica e borghese.




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